Benin, Africa il nostro secondo viaggio di volontariato

Due anni dopo l'esperienza in Albania abbiamo deciso di avventurarci in Africa, più precisamente in Benin. All'inizio volevamo andare in Burkina Faso, ma raccogliendo informazioni abbiamo scoperto che ci sono già tanti italiani che ci vanno, quindi abbiamo optato per il Benin. Siamo venuti a conoscenza del Benin tramite Simona, una nostra amica che era stata quasi 9 mesi a Cotonou per fare la tesi e ci aveva raccontato del Foyer Laura Vicuna delle Suore Salesiane. Così a febbraio 2007 siamo partiti per il nostro viaggio di nozze di 15 giorni in terra africana.




All'aeroporto è venuta a prenderci Suor Maria Antonietta che è la "capa" del foyer. Così come Tiptara in Albania anche questa suora non sta ferma un attimo ed ha sempre mille idee per aiutare il prossimo. il Foyer è composto da una scuola, da un'infermeria e da una casa di accoglienza per le bambine che vengono abbandonate, vendute o maltrattate. Questa è la loro missione prioritaria: molte bambine vengono vendute dalle famiglie per racimolare qualche soldo, la polizia o i parenti le recuperano e le portano al Foyer. Le suore si prendono cura di loro, insegnando un minimo di educazione scolastica oppure a quelle più grandi un mestiere.

Quando possibile cercano sempre di reinserirle nelle famiglie di origine andando a far visita spesso alle bimbe, così da accertarsi di persona che i genitori le trattino questa volta con il giusto rispetto. Oltre a questo hanno vari progetti: al mercato della città hanno costruito un centro per l'educazione dei bambini/e che lavorano al mercato (la prima volta che ci siamo andati siamo rimasti scioccati dalla situazione igienica in cui vivono questi bambini), in un'altra zona un centro di produzione del sapone  (la cui scuola fa parte di un progetto che abbiamo finanziato noi con il contributo di tanti amici di Bagnore e Santa Fiora)

Le bambine sono tutte assolutamente fantastiche, ma in particolare una mi è rimasta nel cuore: l'abbiamo conosciuta un pomeriggio, appena tornati da un reinserimento..
aveva un occhio pesto ed era stata appena portata dalla polizia al foyer. Maria Antonietta ci ha raccontato che era stata venduta dalla sua famiglia ad un uomo che la picchiava violentemente. Non parlava con nessuno ed aveva ancora gli occhi pieni di lacrime. Era in preda ad una forte crisi: voleva scappare..si sentiva male, fortemente a disagio fra le altre bambine..forse non capiva neanche il significato di tutte quelle belle attenzioni e delle carezze delle suore. Così abbiamo pensato di distrarla di farla un pò divertire cercando di inserirla con velata semplicità in quel nuovo contesto con le nuove coetanee.come fare? semplice: perchè non giocare a bandierina con le altre bambine? Dopo qualche minuto di reticenza si è unita alla mia squadra ed ha cominciato a giocare. Non potete capire l'effetto che mi ha fatto nel vederla finalmente ridere!! Mi veniva da piangere a me!!

Ci siamo concessi anche un safari di tre giorni al nord del Benin dove abbiamo visto elefanti, coccodrilli e ippopotami, gazzelle,gnu, bufali... Sono anche stato in un villaggio di pescatori in mezzo al fiume (Miriam non ha avuto il coraggio di salire sulla simil canoa ;)) Abbiamo conosciuto persone fantastiche tra cui vorrei ricordare Alessandra (che ci ha ospitato in casa sua, con la sua gatta mimina) che gestisce molta parte del Foyer, Dominique il tutto fare del foyer, Danila dolcissima fisioterapista e ovviamente tutte le bambine del Foyer che abbiamo conosciuto e non. Per chi volesse contribuire economicamente al Foyer o volesse adottare a distanza delle bambine per aiutarle nel loro percorso di crescita può trovare tutto quì oppure potete scrivermi vi darò le coordinate bancarie. Ecco l'album di questo viaggio meraviglioso:

Benin

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